Festival Internazionale della Poesia di Milano

Festival Internazionale della Poesia di Milano con tantissimi poeti, musicisti, cantori ecc. della nostra città e non solo, che ci sarà domenica 13 maggio 2018 dalle ore 10,00 al Mudec Via Tortona 56 a Milano, organizzato da Festival Letteratura di Milano in collaborazione con tante Associazioni e realtà cittadine tra le quali l’Associazione La Conta.

Il programma della giornata è il seguente:

Ore 10.00 – Oltre le mura – Poesia e Carcere (anno III) (Biblioteca) – Fare poesia in carcere, scrivere poesia in carcere… è un pezzo di strada insieme, per esser consapevoli, per offrirsi ancora alla società civile e al consorzio umano, con un nuovo senso di bellezza e buono e utile, la kalokagathia dei Greci. È ciò che si tenta di fare nel Laboratorio di lettura e scrittura creativa della Casa di reclusione di Opera-Milano, così come in tanti altri luoghi di pena sparsi per il nostro Paese.(A cura del Laboratorio di lettura e scrittura creativa della Casa di reclusione di Opera-Milano. Saranno presenti partecipanti al Laboratorio e gli insegnanti volontari).

Ore 10.00 – Migro (siamo tutti migranti). Viaggio inverso al pensiero (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Gli stati d’animo e le riflessioni di chi cerca in una città la soddisfazione di aspettative non più realizzabili nella propria terra. Un resoconto in chiave poetica del viaggio che si effettua, costretti da eventi fuori della nostra volontà, verso la città che la nostra memoria vorrebbe ricostruire ma che risulta invisibile, in quanto ci presenta solo i simboli della mancata realizzazione delle nostre aspettative. Testo e musica: Piero Tanca. Voci: Alessandro Prioletti (prima voce), Mariella Musso (seconda voce). Azione coreografica (danza e mimo): Liliana Egalo.(A cura di Piero Tanca).

Ore 10.30 – Poesia sui sette vizi (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Occorre riflettere sui cosiddetti vizi per meglio definire le virtù. Ecco la funzione civile della poesia, senza retorica né enfasi. Le passioni, se distorte, lasciano spazio ai vizi. Bisogna penetrarli per eviscerarli. Oggi la trasgressione è essere attenti e solidali, onesti e leali, ché troppi vizi si annidano nella politica e nelle relazioni interpersonali. Le virtù emergono qua e là, nei comportamenti di individui semplici e coraggiosi, sparuti, svincolati, slegati, dispersi. Ma la poesia, intesa in senso omnicratico, aggrega. L’antologia raccoglie le voci di 44 poeti in quattro lingue, compreso lo spagnolo della più diffusa traduttrice di Alda Merini. Introduzione di Paola Zan, curatrice dell’antologia che dà il titolo all’evento e Giovanni Tommasini (Editore P.E.R.O.). Musica di Alberto Sozzi, polistrumentista (flauto – sax – clarinetto). Mostra personale con tavole umoristiche sui sette vizi di Pietro Vanessi – Quinta di scenografia con disegni sui vizi di Laura Demonte. Letture di: Angela Passarello, Federico Bock, Oretta Dalle Ore, Maurizio Gabbana, Piero Tanca, Matteo Rusconi Roskaccio, Domenico Ventura, Antje Stehn, Giulia Malatini, Antonella Doria, Anna Lamberti Bocconi, Max Ponte, Franco Paone, Pierangela Rossi, Claudio Zanin, Sergio Sansevrino, Nadia Cavalera, Massimiliano Manieri, Maddalena Capalbi, Paola Zan, Claudia Azzola, Pasqualina Deriu, Mariapia Quintavalla, Jeannette Lozano.

Ore 11.00 – Poesia in corso – Voci da una città immaginaria (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – La nostra città invisibile è invasa dai cantieri. Cantieri di creatività e di poesia. I poeti della Cantina presenteranno i loro “lavori poetici in corso” individuali e comuni. Parteciperanno i poeti: Patrizia Flavia QuartaBruna ColaciccoRoberto DonatiAntonio BarbazzaFranco PaoneFederico BockStefano Messina(A cura della Cantina della Poesia).

Ore 11.00 – Dire, Fare, Essere Poesia – Laboratorio esperienziale di Scrittura Creativa (Auditorium) – Da sempre la creazione artistica assume la forma di un dialogo tra dentro e fuori, tra reale e immaginazione, tra assenza e presenza, tra corpo e “anima”. La trasposizione dei sentimenti in esperienze prevalentemente corporee ci permette di entrare in contatto in un modo più intimo con il nostro sentire, con le nostre emozioni… Da troppo tempo però, in questo dialogo, c’è un interlocutore assente: il corpo. Rincontrarlo, attraverso il gioco, comporta il rischio di imbatterci in limiti, difetti, bisogni, ma anche in un’intera gamma di emozioni inespresse, di insospettabili voci. Quei cantucci mistici, artistici, creativi che abitano da sempre dentro di noi, che non ci concedevamo di portare alla luce. Conduce Milton FernándezEvento Gratuito a numero chiuso, massimo 10 persone. Per iscrizioni inviare una mail a: organizzazione@festivaletteraturamilano.it

Ore 11.30 – La parola visiva – La parola, l’immagine e il suono (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Un lavoro che nasce dalle immagini per raccontare la parola. Trame inedite e linguaggi differenti si uniscono in un collage perfetto per esprimere la parola poetica visivamente. Con Fabio Scotto (poeta e traduttore del poeta Bonnefoy per Meridiani), Massimo Squillario (filmaker), Renzo Carnio (filmaker, regista e autore) e Sara Pennacchio (direttrice artistica dell’Associazione Estro-Versi). (A cura di Associazione Estro-Versi e Sara Pennacchio).

Ore 12.00 – No-Lunch Poetry Slam (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) –

La poesia offerta al pubblico dalla voce di dieci poeti provenienti da tutta Italia. Le regole sono semplici: tre minuti a testa, testi originali, solo corpo e voce e il migliore lo decreta una giuria scelta a caso tra il pubblico!
Per candidarsi, inviare una breve biografia e un testo poetico a: elenagerasi@hotmail.com (A cura di Elena Gerasi).

Ore 12.30 – Border – Performance di poesia iraniana (Auditorium) – Poesia, musica e danza ispirate a un componimento della poetessa iraniana Bita Malakuti. Con Aram Ghasemy (regia e performer), Bita Malakuti (poetessa e scrittrice), Federico Sanesi (musica), Alice Bettinelli (canto), Romana Palomba (voce), Mahnaz Seyed Ekhtiyari(disegni).

Ore 14.00 – La Rocca dei Poeti – Verso Sud… periferie al centro! (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Un viaggio nella periferia di un mondo chiamato Sud Italia, colmo di tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni, ma con tanta voglia di riscatto e di sognare una vita migliore, un mondo migliore. Sei poeti, sei modi differenti di fare poesia, ma un obiettivo comune: dare voce a una parte nascosta del nostro grande Sud, portare fuori l’anima e le emozioni spesso taciute. Per ogni Poeta si alterneranno declamazioni e videoproiezioni di poesie, filmati e musiche curate dal regista Diego de Nadai. Con i Poeti: Saveria BalbiAnna Maria GalloEnzo MarottaRosa MarottaAnna Maria Felicia NardoRosanna Petraglia,Maria Balbi. E con Angelo Loia (chitarra), che farà commenti musicali alla performance. Presenterà l’evento Carmine Pacente. Coordinamento tecnico di Federica Ruggiero e Federico Ripoli.(A cura di Anna Maria Gallo).

Ore 14.00 – Il tuo corpo canta. Workshop di Nêga Lucas (Auditorium) Se ami il canto e la connessione con le emozioni attraverso la voce e il corpo… non perdere questa occasione. Insieme alla cantante brasiliana Nêga Lucas, imparerai le tecniche di interpretazione vocale utilizzate per la connessione corporea. Imparerai come i sentimenti e la voce siano parte di ogni espressione musicale, tutto in un ambiente naturale e amichevole.Programma (durata 2h e 30 min): 1 – Risveglio/rilassamento/connessione corpo e voce; 2 – Voce e corpo come canali di espressione (melodia/relazione emozionale); 3 – Proiezione sonora; 4 – Presenza: l’artista e lo spazio (artista/ stage di relazione);  5- Presentazione dei soggetti/performance del gruppo. Evento a numero chiuso. Per iscrizioni scrivere a: organizzazione@festivaletteraturamilano.it

Ore 14.30 – Il bar dei giostrai – Cristiano Mazzoni – Autodafé Edizioni (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Una realtà urbana con le sue due città in visibili: quella che si nasconde perché ricchissima e gelosa, e quella che vive nascosta perché povera e miserabile; entrambe con il loro carico di solitudini e fughe dalla realtà. Ferrara come paradigma della provincia e della metropoli contemporanea.Performance di parole, musica e immagini. (A cura di Anna Chiello e Cristiano Abbadessa).

Ore 15.00 – Identità negate – Oratorio laico dei poeti (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Identità negate propone testi e voci di testimonianza entro un orizzonte di Città-Mondo, in cui molte realtà sono spesso narrate dai poteri in atto al fine di ignorare o falsificare tutto ciò che contraddice l’ideologia dominante e il suo corteo trionfalistico di magnifiche sorti e progressive. La struttura di questo Oratorio cerca perciò di far riemergere quelle pieghe di presente e passato, tragiche o gioiose che siano, utili a far immaginare quel futuro umano che sembra sfuggirci. Con Claudia AzzolaMaria Carla Baroni,Rinaldo CaddeoLuigi CannilloLaura CantelmoAnnamaria De PietroGiancarlo FascendiniFilippo Ravizza,Fausta SquatritiAdam VaccaroAky Vetere. Musiche di Giacomo Guidetti, voci recitanti di Barbara Gabotto eFrancesco Orlando(A cura di Adam Vaccaro).

Ore 15.00 – Canzoni quasi d’amore (Spazio esterno al Mudec) – Storytelling con musica live che intreccia le poesie del libro “Canzoni quasi d’amore”, di Francesco Carrubba e di altri scrittori italiani. I testi, tra ironie e versi melodici, danno lo spunto per riflettere e sorridere sulla società e per raccontare storie che permettano al pubblico di immedesimarsi immaginando personaggi e situazioni. Con Francesco Carrubba e Stefano Floreani (artista di strada e cantautore).

Ore 15.30 – Il Grido delle Donne – La Violenza contro le donne e riflessioni sulla condizione della donna in vari ambiti internazionali (Auditorium) – Un dibattito-riflessione, dedicato alla drammatica situazione quotidiana degli efferati episodi di violenza contro le Donne. Con Anna Maria Felicia Nardo, poetessa e avvocato presso il Tribunale di Vallo della Lucania-Salerno, Lidia Campagnano, giornalista del Manifesto e fondatrice di “ Orsa Minore” e “Lapis-Percorsi delle riflessioni al femminile”, Brigitte De Cutropia, giornalista ecuadoriana e presidente della associazione “Tierra Nuestra delle donne immigrate”, Agnese Coppola, insegnante e poetessa che presenterà il suo progetto “Io sono Lilith 2.0- voci dal silenzio, la resilienza delle donne” che ha visto coinvolti i suoi studenti in un reading performativo dell’ISS Alessandrini e OPS Lombardini di Abbiategrasso.  E con Sumaya Abdel Qader, rappresentante del mondo femminile arabo, Lorena Salvini, attrice, che reciterà un monologo tratto da ”Ferite a morte” di Serena Dandini. Al termine del dibattito avrà inizio l’open-mic reading poetico (maratona) a tema “Violenza sulle donne” con musiche, balli e pezzi di racconti a tema. (A cura di Anna Maria Gallo e de La Congiura dei Poeti).

Ore 16.00 – Solo posti in piedi (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – La diversità e l’invisibilità declinate in varie sfumature e vissute in situazioni sempre differenti. Un’opera che, fatte le dovute proporzioni, si iscrive nel solco del brechtiano Dalla parte del torto. Reading con accompagnamento musicale del Trio LindberghEnrico del Prato(pianoforte), Matteo Bestetti (sax soprano), Andrea Fogarollo (basso elettrico).

Ore 16.00 – Proxima (Evento itinerante) – Proxima is a qualifier on predicate of the verb to be. It’s an extension in space on a voice´s thread. It’s a referencial pose on passing words. That resonate on skin, being, and memorial mold.
Un’improvvisazione fatta sulla pelle dove musica danza e testo poetico si mescolano e trasformano lo spazio e l’immaginazione. Danzatore e musicista creano composizioni immediate e, attraverso la poesia e la voce, stabiliscono una comunicazione spaziale di potere emozionale intorno a loro. Un’Instant Composition che si basa sulle percezioni interne usando la parola e la voce come principale elemento di unificazione. Il testo poetico passa attraverso un corpo in movimento per evocare coreografie e connettere percezioni interne e memoria collettiva. Di e con Stefania Petracca e Gábor Hartyáni.

Ore 16.30 – Le “città continue” nell’accatastamento dei popoli del Realismo Terminale (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Se le “città continue”, secondo la definizione di Calvino, sono gli agglomerati tentacolari che stanno cambiando alla radice l’esperienza del mondo dei “nativi urbani”, allora i Realisti terminali sono i poeti delle “città continue”. Con Guido Oldani (Fondatore), Giuseppe LangellaFranco DionesalviMarco Pellegrini.

Ore 17.00 – Sigarette – Venti Poesie Per Smettere Domani (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – C’è una sottile linea che unisce una poesia a una sigaretta, ovvero svelare chi, oppure cosa, dall’altra parte si cela. Ogni sigaretta racconta la storia del momento in cui viene fumata e, “in egual modo”, ogni poesia racconta dell’istante in cui essa viene scritta. Con le attrici Barbara Tonon e Federica Toti(A cura di Roskaccio).

Ore 17.20 – Mica come Prévert – reading dei Cardiopoetica (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Mica come Prévert. Lui sì, lui la direzione l’aveva. Anzi aveva Parigi e amava Barbara. Il reading è sul libro di poesie del collettivo Cardiopoetica “Quanto silenzio, amore mio, per una parola vera” (Ed. Ensemble): a tre voci e la melodia profonda di una chitarra elettrica, per raccogliere silenzi, far maturare dubbi e generare una parola vera. Cardiopoetica è un collettivo composto da Mariano MacaleFabio Appetito e Marco De Cave.

Ore 17.45 – Franco Arminio – Resteranno i canti (Bompiani) (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Per Franco Arminio l’organo della vista sono le parole, molto prima degli occhi. Con le parole si posa su dettagli che fino a un minuto prima erano invisibili, illuminandoli; spalanca orizzonti inaccessibili a uno sguardo distratto; restituisce grandezza a luoghi e sentimenti che solo un viandante curioso può raggiungere. È così che le sue poesie si sono fatte, fuor di retorica, lievito di bellezza: invadendo la rete, con centinaia e migliaia di condivisioni, e anche le librerie, contraddicendo in modo stupefacente la regola secondo cui “la poesia non vende”. Con Franco Arminio.

Ore 18.30 – L’Albania in poesia – Gli sconosciuti di ieri, le radici della storia di oggi (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Una storia che comincia con la caduta del muro di Berlino e l’inevitabile sgretolamento di un totalitarismo selvaggio lungo mezzo secolo. Lì comincia la storia degli albanesi d’Italia, che arriva fino ai nostri giorni. 600 anni di storia di immigrazione, di lingua e tradizioni. Musica e folclore tramandati nei secoli mostrano al mondo che una possibile convivenza con l’altro è possibile. accendere la sua passione per vivere e questo quale altro mezzo lo può fare meglio che l’arte, appunto la poesia.
Saranno presenti gli autori Skender Lazaj, Presidente della “Lega degli scrittori e artisti albanesi in Italia”, e Lumturi Plaku, Vice-Presidente. (A cura di Marsela Koci).

Ore 18.50 – Kristján Hreinsson – Le parole nel cuore (Spazio delle Culture Khaled al-Asaad) – Presentazione di uno dei più grandi poeti islandesi viventi. Poesia e musica di Kristján Hreinsson.

Ore 19.20 – La struttura elementare delle cose – Performance (Auditorium) – Mi consola/ la finitezza della materia/ la sua struttura elementare/granulare mi consola come carezza/ sulla testa,/ sapere che c’è un limite finito/alle infinite particelle/ all’infinito frantumarsi di ogni/cosa/ che c’è un limite per tutto/ un limite che è legge/ insieme cosmica ed umana: /allora anche io, un giorno/ anche io/ avrò finito di frantumarmi/e resterò/ puntolino di energia, grano di materia, /che forse ancora brucia/ ma più non si divide. Cosa resterà di noi? Una parola? Un gesto? Un suono? Una particella di polvere? O una relazione? La realtà non è ciò che sembra: è già cambiata. Sto cercando quella piccola particella invisibile e indivisibile che rimane dopo che tutto è già bruciato. Forse questa particella è solo un ricordo. Forse la memoria brucia ancora. ConLea Barletti e Maurizio Vierucci

Ore 19.50 – Pianure – La poesia popolare calabrese, la poesia italiana di post-avanguardia, la musica rock (Auditorium) – In Calabria la poesia veniva tramandata oralmente ed era affidata a poeti di strada e cantori che, talvolta anche analfabeti, tuttavia sapevano verseggiare e ripetevano mnemonicamente strofe con rime o con assonanze che risalivano a tempi lontani. Talvolta accompagnandosi con strumenti come la fisarmonica, talaltra affidandosi semplicemente al canteggiare della parola, si esibivano nei matrimoni, nelle celebrazioni, nei banchetti. Con I Nimby (gruppo rock di Catanzaro) e Rosalba Bartolo (docente di Lingue Straniere). (A cura di Franco Dionesalvi).

Ore 20.30 – El nost Milan (Auditorium) – La Milano che fu e quella che sarà. La voce più genuina e profonda di una città che contiene tutti i mondi possibili. La memoria fatta poesia: letture di poesie dialettali milanesi con i poeti, Carlo Biaggi,Giacomo GrazianiBico Contursi, Giuseppe Leccardi e altri poeti dell’Associazione La Conta. E anche musica, con canzoni dialettali milanesi tratte dai repertori dell’osteria e altre tradizionali eseguite da Mario Toffoli e i musicisti dell’Associazione La Conta.

Ore 21.00 – Vita mia, parla – Dal nostro rifiuto allo sterminio di massa – Lettura-performance sulla persecuzione Rom (Auditorium) – Da diversi anni ormai Dijana Pavlovic promuove la cultura e la letteratura Rom, svolgendo anche il ruolo di mediatrice culturale nelle scuole. Dalle opere di Mariella Mehr. Di e con Dijana Pavlovic.

Ore 21.30 – Volevo essere Frida – Recital (Auditorium) – “Se dico Diego/dico della ferita/che sanguina con alito di fuoco,/amore, insonnia, pioggia, telo, Frida,/ferita senza ragione né sussiego,/se dico Diego dico della vita/che il panico cagiona, sordo e cieco,/schegge come frecce, cime, Frida,/caterva di pennelli, canto, gioco;/se dico Diego dico del portento/dell’anima indifesa/nell’ansito finale di ogni mia preghiera,/particella di calce e ferro, e dico Frida,/astuzia della tua pelle, e dico Diego.” Con Patrizia Cirulli (canto), Angel Galzerano (chitarra e canto) e Milton Fernández (voce recitante).

Ore 21.50 – Sud e magia – Malapizzica (Auditorium) –L’ amore per la musica tradizionale popolare salentina, campana, e in genere di tutto il sud Italia e il desiderio di trasmettere l’energia delle pizziche, tammurriate, saltarelli e tarantelle in direzione di un impegno sociale, è lo spirito che anima l’intero gruppo. Con Rocco Garrapa (chitarra e voce), Antonio Ricci(organetto diatonico e voce), Franco Gallerani (bouzuki), Carlo Amori (violino e voce), Rosa Maurelli (tamburi a cornice, chitarra battente e voce), Domenico Schiattone (contrabbasso e voce).

La Scuola della Cattedrale del Duomo di Milano

La Scuola della Cattedrale del Duomo di Milano

Lunedì 16 aprile 2018
Ore 18.30

Chiesa di San Gottardo in Corte
(Via Pecorari, 2 – Milano)

GALILEO GALILEI TRA SCIENZA E FILOSOFIA
Inediti e Meccaniche 

evento
Prenota online

«Distribuita fuori commercio e in soli cinquecento esemplari,
l’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo divenne ben presto un tesoro ricercatissimo,
introvabile in Italia e all’estero.
Tra difficoltà finanziarie e nell’indifferenza quasi assoluta
della cultura accademica italiana, Antonio Favaro compì una delle imprese più importanti
dal punto di vista scientifico e filologico nell’ambito della storia dell’editoria italiana:
pubblicare l’integralità degli scritti di Galileo, l’intero suo carteggio,
e tutti i documenti relativi alla vita e alle opere pervenutici
del padre della scienza moderna.» 

Invito scaricabile

La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, propone un appuntamento culturale di straordinario rilievo che nasce dal progetto di aggiornamento dell’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo, prendendo spunto dalla pubblicazione dell’Appendice, Volume III – Testi (Giunti Editore, Firenze 2017).

L’Edizione Nazionale venne realizzata nell’arco di un ventennio, tra il 1890 e il 1909, ideata e curata dal matematico e storico della scienza Antonio Favaro. Furono pubblicati in venti volumi l’integralità degli scritti di Galileo, l’intero suo carteggio, tutti i documenti relativi alla vita e alle opere pervenutici.
Nel corso degli anni le ricerche galileiane hanno portato alla luce un significativo numero di nuovi documenti del grande scienziato, ed è stato avviato un corposo aggiornamento con la pubblicazione di tre volumi dell’Appendice: il primo dedicato alla ricostruzione dell’ampio patrimonio iconografico galileiano, il secondo arricchisce il monumentale carteggio con quasi seicento documenti epistolari, ed il terzo volume del 2017 che ospita una serie di testi inediti.

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 16 aprile 2018 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano), e vedrà un’introduzione di Mons. Gianantonio Borgonovo, e gli interventi dei due coordinatori dell’Aggiornamento dell’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo: Massimo Bucciantini, professore di Storia della scienza presso l’Università di Siena, e Michele Camerota, professore di Storia della scienza presso l’Università di Cagliari.

Ingresso libero con prenotazione via mail a: scuoladellacattedrale@duomomilano.it
oppure telefonando al n. 02 36169314

♦ NOVITA’: online i video della Scuola della Cattedrale

Per informazioni:
Scuola della Cattedrale
Piazza Duomo, 14 – 20122 Milano
Tel. 02 36169314
scuoladellacattedrale@duomomilano.it
www.duomomilano.it

MILANO – ART WEEK – ARTE MODERNA

 

PERIFERIE MILANESI: TRA EMERGENZE SOCIALI E NUOVE IDENTITÀ

Dopo le elezioni, tutti d’accordo: il centro sinistra vince nei quartieri del ceto medio (più alto che basso) e perde nelle periferie: Milano è in linea con le altre grandi città italiane. Nelle periferie metropolitane, come al Sud, si sono scaricati più che altrove i pesanti effetti della crisi, sommando disoccupazione, impoverimento, disagio, paure, in un sentimento di abbandono generalizzato. Se il fenomeno è nazionale, anzi globale, e se i rimedi dovranno essere principalmente trovati dai nuovi governi, è legittimo chiedersi quale parte di responsabilità per il passato e soprattutto per il futuro tocca a chi governa i territori. Noi ce lo chiediamo per Milano: quale sarà la risposta di Beppe Sala, e quale l’orientamento del Partito Democratico, suo maggior azionista?

02ucciero13FBIn attesa di toccare con mano il preannunciato “Piano per le Periferie”, un buon punto di riferimento può essere il DUP (Documento Unico di Programmazione) appena approvato, che fissa scenari, strategie, programmi e piano per il 2018 dell’amministrazione comunale di Milano. Non è facile né leggerlo, né digerirlo però, un po’ per la sua mole, un po’ per una tecnica descrittiva che rischia di annegare, nella molteplicità inesausta degli ambiti di intervento e delle iniziative, la visione unitaria del piano di governo cittadino.

Beppe Sala è pragmatico uomo d’impresa e non ignora che indicare 14 tematiche generali equivale a non indicarne nessuna in particolare, specie se tra quelle generali si legge al punto 10 “Città amica degli animali”, o al punto 9 “Lo Sport per tutti, per il benessere e l’inclusione sociale”, senza offesa per nessuno, s’intende. Si fatica a cogliere una effettiva scala di priorità, tanto più se parlando di periferie, che poi è la questione dolente, se ne accenna solo al punto 14, seminascosta tra “Internazionalizzazione, Società partecipate, Città Metropolitana e Decentramento, Memoria, Legalità e Trasparenza, Accessibilità”, che poi sarebbero le deleghe che il Sindaco tiene su di sé.

Ma non è solo problema di tecnica espositiva e di marketing politico.

Il fatto è che la questione periferie non è rappresentata come grande questione prioritaria, capace di favorire o ritardare lo sviluppo ed il benessere complessivo di Milano. Certamente, chi può negare, se parliamo di casa (punto 1), o di welfare (punto 5), o di sicurezza (punto 6), si parla anche molto di periferie, ma, come dire, se ne fornisce una rappresentazione disconnessa, certo aderente alla ripartizione organizzativa della macchina amministrativa comunale, ma non idonea né a valorizzare la sua valenza strategica, ammesso che vi sia, né ad esplicitare un quadro di assieme che renda leggibili le relazioni che intercorrono organicamente tra urbanistica, povertà, sicurezza, servizi sociali, disoccupazione, immigrazione, ambiente, cultura, mobilità e via discorrendo, che infatti restano opache. C’è una questione di logica politica che va oltre la rappresentazione del tema ed incide sulla valenza del tema periferie nell’azione di governo cittadino.

Cosa avremmo voluto vedere, piuttosto?

Ci sarebbe piaciuto trovare nel DUP la chiara centralità del recupero delle periferie nel piano di governo, cogliendo appieno la sfida che Sangalli ricorda maliziosamente a Beppe Sala, il quale ne avrà pure fatto la sua ossessione, ma quando pensa alla Milano futura afferma senza mezzi termini “Priorità ai grandi progetti in grado di cambiare il volto della città (Scali Ferroviari, Post Expo e Navigli)”.

Ancora i Navigli come grande progetto milanese?

Ma è possibile che, nel pieno di una gravissima crisi politico sociale, ancora ci si trastulli con un balocco riservato ai quartieri centrali, spendendo l’enorme somma di 500 milioni di euro, e non vi sia neppure non dico una immediata marcia indietro, ma almeno, come dire, un trasalimento, l’irrompere di un dubbio, il chiedersi se la modica spesa prevista non potrebbe, questa sì, rigenerare la Milano delle periferie? E non sono bastate poi le parole definitive di Gillo Dorfles sulla scarsa legittimità storico estetica dell’operazione?

Certo, nel piano annuale 2018, sembra che non si preveda alcuna spesa per lo “scoperchiamento dei Navigli”, ma questo non basta, né rassicura.

Con una certa dose di superficialità, il Partito Democratico ha dato il suo assenso politico ad un sogno elitario, ma i nuovi tempi che avanzano lo sollecitano a riconsiderare con attenzione il suo effettivo riferimento sociale ed a rivedere scelte desolatamente lontane dalla attuale domanda politica. Se intende farsi campione della borghesia del centro, o meglio di una sua particolare lobby ben radicata nei salotti che contano, o piuttosto del ceto popolare delle periferie, a cui non si può dire “se hanno non hanno pane, mangino brioche”, se hanno bisogno di qualche intervento, buttiamogli qualche decina di milioni di euro, magari ritagliati proprio dal progetto Navigli, che ci farebbe anche la sua bella figura (potenza della charity).

Che poi la questione di fondo è se il recupero delle periferie sia una spesa o un investimento, se sia un pozzo di San Patrizio dove buttare soldi utili solo ad ovattare le voci dei poveretti che si odono dal fondo o una grande opportunità per una Milano che attende di essere rimessa a valore: capitale umano, capitale ambientale, capitale infrastrutturale. Si vorrebbe poi che la Giunta nel leggere il tema delle periferie integrasse l’ottica del welfare con quella dell’innovazione territoriale, della riqualificazione di spazi che possono, nel vivo dei processi di cambiamento, assumere identità e funzioni ricche di futuro.

Perché se è vero che serve ed è urgente un grande piano di welfare, non si sfugge alla sensazione che la vera e grande scommessa, quella capace di riorganizzare per decenni la vita delle persone e delle imprese, consista nella ridefinizione del ruolo delle periferie (di alcune almeno) nel quadro dello sviluppo strategico di Milano, non quella della cinta daziaria ma quella della metropoli regionale. Occorre superare, non perché lo desideriamo noi ma perché è invecchiata, la rappresentazione novecentesca delle “periferie” di Milano come anonimi “non luoghi”, al più dormitori e limes, confini divisori dal vuoto extra urbano. Occorre cogliere il potenziale delle periferie come preziose “terre di mezzo”, interessate dalla mediazione tra le funzioni direttive del centro cittadino ed il contesto metropolitano, ed ancora più in là i sistemi della logistica padana, della manifattura prealpina, dell’agricoltura metropolitana, del turismo internazionale.

L’irrompere di nuovi processi e nuove funzioni verso le periferie è visibile già oggi e sembra eleggerle, ma disordinatamente, come nuovi luoghi elettivi della produzione, dei servizi e dello scambio, da Area EXPO agli Scali, dallo IULM al Politecnico, rileggendole e ristrutturandole. Ci aspettiamo che il governo cittadino trovi il coraggio di una nuova visione, elaborando un grande progetto territoriale che faccia sintesi tra bisogni sociali e nuovo che avanza: trasformare le periferie nei siti urbani attrezzati per accogliere e sostenere queste funzioni, la piattaforma territoriale della Milano Metropolitana.

Serve un grande “piano per le periferie”, che intervenga organicamente sul terreno dell’urbanistica, della mobilità, dei servizi sociali, della casa, della sicurezza, dell’ambiente, della scuola e della cultura, non staticamente, ma collocandolo nella prospettiva aperta dai processi strategici di innovazione territoriale che stanno trasformando Milano in una delle città regione più importanti d’Europa.

Mancano 3 anni alle prossime elezioni comunali, non sono molti ma sufficienti per lasciare il segno su Milano, le periferie ed il cuore delle persone che ci vivono.

Giuseppe Ucciero

Tutte ciò che puoi trovare a Milano, ma proprio tutto.

Milano, città metropolitana offre il meglio di tutto quanto ti può interessare, noi abbiamo pensato di creare un indice dei migliori siti dove poter cercare e trovare tutto ciò di cui avete necessità

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Bambini
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Religione e culto
le Chiese a Milano, tutte bellissime a cominciare dal Duomo, ma in cttà ci sono anche altre religioni e altri templi ##

Cultura, libri e ArteEbook
Milano offre cultura e arte a tutti, occorre scoprirla

Esoterismo
Maghi e cartomanti sono a vostra disposizione per scovare il vostro splendido futuro

Famiglia – tutto per la famiglia,risorse e supporti

# Finanza – suggerimenti e indiazioni
convertitori di valuta, consigli

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il mondo dei giovani ricco di novità in ogni ambito

Gioco on line e dal vivo 
La passione per il gioco è contagiosa, ma giocare senza esagerare non crea
assuefazione e si può farlo on line o dal vivo

Lavoro
Milano e il lavoro sono un binomio inscindibile, la città accoglie tutti anche in periodo di crisi


Catering e ristorazione
se volete cenare a casa vostra con piatti da chef basta cercare

Salute
a Milano trovi ciò che serve per stare bene
La salute dipende sempre dalla qualità nutrizionale, per questo motivo, possiamo aiutarci con degli integratori di altissima qualità, con principi attivi ad alto dosaggio.

LIBRI – nuove uscite
Inivateci i vostri libri da recensir

il nuovissimo libro di Manuela Valletti Ghezzi

 Il disegno di Ester
IL DISEGNO DI ESTER
Una famiglia milanese viene travolta da una vicenda angosciante che fa riaffiorare rancori mai superati. L’inconsapevole protagonista della storia è la piccola Ester, una bimba deportata nel Ghetto di Terezin che, per una serie di incredibili circostanze, ritorna dal passato e sconvolge la vita di molte persone… Leggi

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#ASSOCIAZIONE IL CICLAMINO – una mano ai malati di alzheimer e alle loro famiglie