Italiani gradi fotografi, un trionfo ai Sony World Photography Awards 2018

Sei italiani sul podio: tre sono arrivati al primo posto nelle categorie Architettura, Paesaggi e Wildlife

L’Italia ha trionfato ai Sony World Photography Awards 2018, uno dei più importanti concorsi annuali di fotografia al mondo. Sono tre gli italiani che hanno vinto il primo premio nelle categorie Architettura, Paesaggi e Wildlife. Altri tre si sono aggiudicati il secondo e il terzo posto nelle sezioni Fotografia creativa, Scoperta e Sport. I loro scatti sono stati selezionati tra le 320mila immagini in gara. I vincitori sono stati annunciati a Londra durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta il 19 aprile. Tra fotografi premiati e arrivati in finale, l’Italia è il Paese più rappresentato.

I libri di Manuela Valletti Ghezzi

“Amo scrivere, mi è congeniale come respirare, eppure ogni volta che devo iniziare un libro ho la necessità di pensarne per giorni la traccia, di elaborare i pensieri fino a farli diventare concreti, palpabili…….e poi, con lo stesso amore, con la stessa gioia e umiltà con cui li ho messi in fila, uno dopo l’altro, sentendoli intensamente parte della mia vita, inizio il mio libro ” © Manuela Valletti Ghezzi
Dal 2008,  esattamente venti anni di giornalista freelance sul campo, in seguito ad eventi familiari molto dolorosi  e in ricordo di mio padre, deceduto nel luglio del 2007, cominciai a dedicarmi alla scrittura di libri, senza però mai abdicare al giornalismo che mi è sempre stato congeniale.
Nei miei libri troverete molto di me: l’amore per mio padre e per i valori che lui mi ha sempre insegnato, l’amore per gli animali e la natura, e i ricordi della mia infanzia.
In molti mi chiedono un elenco dei miei libri per acquisti o per scriverne, preciso che tutti queste edizioni sono acquistabili on line sia su IBS, su Amazon e su LULU.
Manuela Valletti
Manuela Valletti Ghezzi

Copertina morbida: € 15,00(IVA esclusa)
     (10 valutazioni)
La vicenda incredibile di Ferdinando Valletti che nel 1944 venne arrestato dai nazisti a Milano per aver collaborato alla realizzazione dello sciopero generale del marzo presso l’Alfa Romeo e venne… Più informazioni >
Di Associazione Proprietari Responsabili

Copertina morbida: € 10,00(IVA esclusa)
     (10 valutazioni)
Quando in famiglia vive un cane o un gatto è necessario avere una conoscenza di base di elementi di Pronto Soccorso Veterinario poichè anche il nostro amico potrà essere soggetto… Più informazioni >

Di Manuela Valletti Ghezzi

Copertina morbida: € 15,00(IVA esclusa)
     (18 valutazioni)
Una sera del 2003, dopo aver scoperto che il suo papà era malato di Alzheimer, l’autrice decide di aprire un blog per dare sfogo alle sue emozioni. Alla morte del padre, rileggendo quanto… Più informazioni >
La Leggenda del Ponte ArcobalenoDi Manuela Valletti Ghezzi

Copertina morbida: € 19,00(IVA esclusa)
     (20 valutazioni)
Dove vanno i nostri amati cani e gatti quando ci lasciano per sempre? Esiste un luogo dove loro ritornano ad essere sani e felici e sarà in quel luogo che li ritroveremo…..
Di Manuela Valletti Ghezzi (versione inglese)

Copertina morbida: € 11,00(IVA esclusa)
     (18 valutazioni)
The life in concentration camp of Ferdinando Valletti, A.C. Milan player, italian manager of Alfa Romeo, deportend to Mauthausen and Gusen in March 1944 and returned to home in August 1945
Quando il passato ritornaDi Manuela Valletti Ghezzi

eBook (PDF): € 7,99 (IVA esclusa)
Una coppia in crisi, un vecchio che ha perso la sua famiglia e una bimba che ritorna dal passato con l’incredibile forza dell’amore. Una trama intrigante e piena di colpi di scena guida il lettore… Più informazioni >
AMICI PER LA VITADi Manuela Valletti Ghezzi

Copertina morbida: € 12,00(IVA esclusa)
     (15 valutazioni)
Le nostre vite scorrono parallele con quelle dei nostri animali, sono i nostri amici, i nostri fedeli compagni. Ma la loro esistenza è più breve della nostra e quindi abbiamo sentito la… Più informazioni >
Di Manuela Valletti Ghezzi

eBook (PDF): € 3,00 (IVA esclusa)
 
….TI RICORDI PAPA’?Di Manuela Valletti Ghezzi

Copertina morbida: € 10,00(IVA esclusa)
Stampa in 3-5 giorni feriali
     (10 valutazioni)
Negli Stati Uniti usano il metodo “Poesia Progetto Alzheimer” per aiutare i malati di Alzheimer a ricordare. Questo libro edito dalla Associazione Il Ciclamino, ha raccolto le poesie… Più informazioni >
Di Manuela Valletti Ghezzi

eBook (PDF): € 6,00 (IVA esclusa)
     (15 valutazioni)
Le favole sono tra noi, le troviamo nel nostro quotidiano. Importante è guardarsi intorno con gli occhi del cuore e scoprire quello che in questo mondo tanto difficile, ci consente di avere… Più informazioni >
Di Manuela Valletti Ghezzi

Copertina morbida: € 24,00(IVA esclusa
     (20 valutazioni)
Le favole sono tra noi, fatele scoprire ai vostri bambini ogni giorno nella realtà in cui vivono, nella loro città, nel loro quartiere, con i loro piccoli amici ai giardinetti, oppure,… Più informazioni >
Di Manuela Valletti Ghezzi

eBook (PDF): € 10,00 (IVA esclusa)
    
Sono molti i cani e i gatti che vivono nelle nostre case e condividono tratti della nostra vita. Negli ultimi anni e da più parti si sono levate critiche per l’importanza che la loro… Più informazioni >

La Scuola della Cattedrale del Duomo di Milano

La Scuola della Cattedrale del Duomo di Milano

Lunedì 16 aprile 2018
Ore 18.30

Chiesa di San Gottardo in Corte
(Via Pecorari, 2 – Milano)

GALILEO GALILEI TRA SCIENZA E FILOSOFIA
Inediti e Meccaniche 

evento
Prenota online

«Distribuita fuori commercio e in soli cinquecento esemplari,
l’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo divenne ben presto un tesoro ricercatissimo,
introvabile in Italia e all’estero.
Tra difficoltà finanziarie e nell’indifferenza quasi assoluta
della cultura accademica italiana, Antonio Favaro compì una delle imprese più importanti
dal punto di vista scientifico e filologico nell’ambito della storia dell’editoria italiana:
pubblicare l’integralità degli scritti di Galileo, l’intero suo carteggio,
e tutti i documenti relativi alla vita e alle opere pervenutici
del padre della scienza moderna.» 

Invito scaricabile

La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, propone un appuntamento culturale di straordinario rilievo che nasce dal progetto di aggiornamento dell’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo, prendendo spunto dalla pubblicazione dell’Appendice, Volume III – Testi (Giunti Editore, Firenze 2017).

L’Edizione Nazionale venne realizzata nell’arco di un ventennio, tra il 1890 e il 1909, ideata e curata dal matematico e storico della scienza Antonio Favaro. Furono pubblicati in venti volumi l’integralità degli scritti di Galileo, l’intero suo carteggio, tutti i documenti relativi alla vita e alle opere pervenutici.
Nel corso degli anni le ricerche galileiane hanno portato alla luce un significativo numero di nuovi documenti del grande scienziato, ed è stato avviato un corposo aggiornamento con la pubblicazione di tre volumi dell’Appendice: il primo dedicato alla ricostruzione dell’ampio patrimonio iconografico galileiano, il secondo arricchisce il monumentale carteggio con quasi seicento documenti epistolari, ed il terzo volume del 2017 che ospita una serie di testi inediti.

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 16 aprile 2018 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano), e vedrà un’introduzione di Mons. Gianantonio Borgonovo, e gli interventi dei due coordinatori dell’Aggiornamento dell’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo: Massimo Bucciantini, professore di Storia della scienza presso l’Università di Siena, e Michele Camerota, professore di Storia della scienza presso l’Università di Cagliari.

Ingresso libero con prenotazione via mail a: scuoladellacattedrale@duomomilano.it
oppure telefonando al n. 02 36169314

♦ NOVITA’: online i video della Scuola della Cattedrale

Per informazioni:
Scuola della Cattedrale
Piazza Duomo, 14 – 20122 Milano
Tel. 02 36169314
scuoladellacattedrale@duomomilano.it
www.duomomilano.it

MILANO – ART WEEK – ARTE MODERNA

 

PERIFERIE MILANESI: TRA EMERGENZE SOCIALI E NUOVE IDENTITÀ

Dopo le elezioni, tutti d’accordo: il centro sinistra vince nei quartieri del ceto medio (più alto che basso) e perde nelle periferie: Milano è in linea con le altre grandi città italiane. Nelle periferie metropolitane, come al Sud, si sono scaricati più che altrove i pesanti effetti della crisi, sommando disoccupazione, impoverimento, disagio, paure, in un sentimento di abbandono generalizzato. Se il fenomeno è nazionale, anzi globale, e se i rimedi dovranno essere principalmente trovati dai nuovi governi, è legittimo chiedersi quale parte di responsabilità per il passato e soprattutto per il futuro tocca a chi governa i territori. Noi ce lo chiediamo per Milano: quale sarà la risposta di Beppe Sala, e quale l’orientamento del Partito Democratico, suo maggior azionista?

02ucciero13FBIn attesa di toccare con mano il preannunciato “Piano per le Periferie”, un buon punto di riferimento può essere il DUP (Documento Unico di Programmazione) appena approvato, che fissa scenari, strategie, programmi e piano per il 2018 dell’amministrazione comunale di Milano. Non è facile né leggerlo, né digerirlo però, un po’ per la sua mole, un po’ per una tecnica descrittiva che rischia di annegare, nella molteplicità inesausta degli ambiti di intervento e delle iniziative, la visione unitaria del piano di governo cittadino.

Beppe Sala è pragmatico uomo d’impresa e non ignora che indicare 14 tematiche generali equivale a non indicarne nessuna in particolare, specie se tra quelle generali si legge al punto 10 “Città amica degli animali”, o al punto 9 “Lo Sport per tutti, per il benessere e l’inclusione sociale”, senza offesa per nessuno, s’intende. Si fatica a cogliere una effettiva scala di priorità, tanto più se parlando di periferie, che poi è la questione dolente, se ne accenna solo al punto 14, seminascosta tra “Internazionalizzazione, Società partecipate, Città Metropolitana e Decentramento, Memoria, Legalità e Trasparenza, Accessibilità”, che poi sarebbero le deleghe che il Sindaco tiene su di sé.

Ma non è solo problema di tecnica espositiva e di marketing politico.

Il fatto è che la questione periferie non è rappresentata come grande questione prioritaria, capace di favorire o ritardare lo sviluppo ed il benessere complessivo di Milano. Certamente, chi può negare, se parliamo di casa (punto 1), o di welfare (punto 5), o di sicurezza (punto 6), si parla anche molto di periferie, ma, come dire, se ne fornisce una rappresentazione disconnessa, certo aderente alla ripartizione organizzativa della macchina amministrativa comunale, ma non idonea né a valorizzare la sua valenza strategica, ammesso che vi sia, né ad esplicitare un quadro di assieme che renda leggibili le relazioni che intercorrono organicamente tra urbanistica, povertà, sicurezza, servizi sociali, disoccupazione, immigrazione, ambiente, cultura, mobilità e via discorrendo, che infatti restano opache. C’è una questione di logica politica che va oltre la rappresentazione del tema ed incide sulla valenza del tema periferie nell’azione di governo cittadino.

Cosa avremmo voluto vedere, piuttosto?

Ci sarebbe piaciuto trovare nel DUP la chiara centralità del recupero delle periferie nel piano di governo, cogliendo appieno la sfida che Sangalli ricorda maliziosamente a Beppe Sala, il quale ne avrà pure fatto la sua ossessione, ma quando pensa alla Milano futura afferma senza mezzi termini “Priorità ai grandi progetti in grado di cambiare il volto della città (Scali Ferroviari, Post Expo e Navigli)”.

Ancora i Navigli come grande progetto milanese?

Ma è possibile che, nel pieno di una gravissima crisi politico sociale, ancora ci si trastulli con un balocco riservato ai quartieri centrali, spendendo l’enorme somma di 500 milioni di euro, e non vi sia neppure non dico una immediata marcia indietro, ma almeno, come dire, un trasalimento, l’irrompere di un dubbio, il chiedersi se la modica spesa prevista non potrebbe, questa sì, rigenerare la Milano delle periferie? E non sono bastate poi le parole definitive di Gillo Dorfles sulla scarsa legittimità storico estetica dell’operazione?

Certo, nel piano annuale 2018, sembra che non si preveda alcuna spesa per lo “scoperchiamento dei Navigli”, ma questo non basta, né rassicura.

Con una certa dose di superficialità, il Partito Democratico ha dato il suo assenso politico ad un sogno elitario, ma i nuovi tempi che avanzano lo sollecitano a riconsiderare con attenzione il suo effettivo riferimento sociale ed a rivedere scelte desolatamente lontane dalla attuale domanda politica. Se intende farsi campione della borghesia del centro, o meglio di una sua particolare lobby ben radicata nei salotti che contano, o piuttosto del ceto popolare delle periferie, a cui non si può dire “se hanno non hanno pane, mangino brioche”, se hanno bisogno di qualche intervento, buttiamogli qualche decina di milioni di euro, magari ritagliati proprio dal progetto Navigli, che ci farebbe anche la sua bella figura (potenza della charity).

Che poi la questione di fondo è se il recupero delle periferie sia una spesa o un investimento, se sia un pozzo di San Patrizio dove buttare soldi utili solo ad ovattare le voci dei poveretti che si odono dal fondo o una grande opportunità per una Milano che attende di essere rimessa a valore: capitale umano, capitale ambientale, capitale infrastrutturale. Si vorrebbe poi che la Giunta nel leggere il tema delle periferie integrasse l’ottica del welfare con quella dell’innovazione territoriale, della riqualificazione di spazi che possono, nel vivo dei processi di cambiamento, assumere identità e funzioni ricche di futuro.

Perché se è vero che serve ed è urgente un grande piano di welfare, non si sfugge alla sensazione che la vera e grande scommessa, quella capace di riorganizzare per decenni la vita delle persone e delle imprese, consista nella ridefinizione del ruolo delle periferie (di alcune almeno) nel quadro dello sviluppo strategico di Milano, non quella della cinta daziaria ma quella della metropoli regionale. Occorre superare, non perché lo desideriamo noi ma perché è invecchiata, la rappresentazione novecentesca delle “periferie” di Milano come anonimi “non luoghi”, al più dormitori e limes, confini divisori dal vuoto extra urbano. Occorre cogliere il potenziale delle periferie come preziose “terre di mezzo”, interessate dalla mediazione tra le funzioni direttive del centro cittadino ed il contesto metropolitano, ed ancora più in là i sistemi della logistica padana, della manifattura prealpina, dell’agricoltura metropolitana, del turismo internazionale.

L’irrompere di nuovi processi e nuove funzioni verso le periferie è visibile già oggi e sembra eleggerle, ma disordinatamente, come nuovi luoghi elettivi della produzione, dei servizi e dello scambio, da Area EXPO agli Scali, dallo IULM al Politecnico, rileggendole e ristrutturandole. Ci aspettiamo che il governo cittadino trovi il coraggio di una nuova visione, elaborando un grande progetto territoriale che faccia sintesi tra bisogni sociali e nuovo che avanza: trasformare le periferie nei siti urbani attrezzati per accogliere e sostenere queste funzioni, la piattaforma territoriale della Milano Metropolitana.

Serve un grande “piano per le periferie”, che intervenga organicamente sul terreno dell’urbanistica, della mobilità, dei servizi sociali, della casa, della sicurezza, dell’ambiente, della scuola e della cultura, non staticamente, ma collocandolo nella prospettiva aperta dai processi strategici di innovazione territoriale che stanno trasformando Milano in una delle città regione più importanti d’Europa.

Mancano 3 anni alle prossime elezioni comunali, non sono molti ma sufficienti per lasciare il segno su Milano, le periferie ed il cuore delle persone che ci vivono.

Giuseppe Ucciero