MILANO – ART WEEK – ARTE MODERNA

 

PERIFERIE MILANESI: TRA EMERGENZE SOCIALI E NUOVE IDENTITÀ

Dopo le elezioni, tutti d’accordo: il centro sinistra vince nei quartieri del ceto medio (più alto che basso) e perde nelle periferie: Milano è in linea con le altre grandi città italiane. Nelle periferie metropolitane, come al Sud, si sono scaricati più che altrove i pesanti effetti della crisi, sommando disoccupazione, impoverimento, disagio, paure, in un sentimento di abbandono generalizzato. Se il fenomeno è nazionale, anzi globale, e se i rimedi dovranno essere principalmente trovati dai nuovi governi, è legittimo chiedersi quale parte di responsabilità per il passato e soprattutto per il futuro tocca a chi governa i territori. Noi ce lo chiediamo per Milano: quale sarà la risposta di Beppe Sala, e quale l’orientamento del Partito Democratico, suo maggior azionista?

02ucciero13FBIn attesa di toccare con mano il preannunciato “Piano per le Periferie”, un buon punto di riferimento può essere il DUP (Documento Unico di Programmazione) appena approvato, che fissa scenari, strategie, programmi e piano per il 2018 dell’amministrazione comunale di Milano. Non è facile né leggerlo, né digerirlo però, un po’ per la sua mole, un po’ per una tecnica descrittiva che rischia di annegare, nella molteplicità inesausta degli ambiti di intervento e delle iniziative, la visione unitaria del piano di governo cittadino.

Beppe Sala è pragmatico uomo d’impresa e non ignora che indicare 14 tematiche generali equivale a non indicarne nessuna in particolare, specie se tra quelle generali si legge al punto 10 “Città amica degli animali”, o al punto 9 “Lo Sport per tutti, per il benessere e l’inclusione sociale”, senza offesa per nessuno, s’intende. Si fatica a cogliere una effettiva scala di priorità, tanto più se parlando di periferie, che poi è la questione dolente, se ne accenna solo al punto 14, seminascosta tra “Internazionalizzazione, Società partecipate, Città Metropolitana e Decentramento, Memoria, Legalità e Trasparenza, Accessibilità”, che poi sarebbero le deleghe che il Sindaco tiene su di sé.

Ma non è solo problema di tecnica espositiva e di marketing politico.

Il fatto è che la questione periferie non è rappresentata come grande questione prioritaria, capace di favorire o ritardare lo sviluppo ed il benessere complessivo di Milano. Certamente, chi può negare, se parliamo di casa (punto 1), o di welfare (punto 5), o di sicurezza (punto 6), si parla anche molto di periferie, ma, come dire, se ne fornisce una rappresentazione disconnessa, certo aderente alla ripartizione organizzativa della macchina amministrativa comunale, ma non idonea né a valorizzare la sua valenza strategica, ammesso che vi sia, né ad esplicitare un quadro di assieme che renda leggibili le relazioni che intercorrono organicamente tra urbanistica, povertà, sicurezza, servizi sociali, disoccupazione, immigrazione, ambiente, cultura, mobilità e via discorrendo, che infatti restano opache. C’è una questione di logica politica che va oltre la rappresentazione del tema ed incide sulla valenza del tema periferie nell’azione di governo cittadino.

Cosa avremmo voluto vedere, piuttosto?

Ci sarebbe piaciuto trovare nel DUP la chiara centralità del recupero delle periferie nel piano di governo, cogliendo appieno la sfida che Sangalli ricorda maliziosamente a Beppe Sala, il quale ne avrà pure fatto la sua ossessione, ma quando pensa alla Milano futura afferma senza mezzi termini “Priorità ai grandi progetti in grado di cambiare il volto della città (Scali Ferroviari, Post Expo e Navigli)”.

Ancora i Navigli come grande progetto milanese?

Ma è possibile che, nel pieno di una gravissima crisi politico sociale, ancora ci si trastulli con un balocco riservato ai quartieri centrali, spendendo l’enorme somma di 500 milioni di euro, e non vi sia neppure non dico una immediata marcia indietro, ma almeno, come dire, un trasalimento, l’irrompere di un dubbio, il chiedersi se la modica spesa prevista non potrebbe, questa sì, rigenerare la Milano delle periferie? E non sono bastate poi le parole definitive di Gillo Dorfles sulla scarsa legittimità storico estetica dell’operazione?

Certo, nel piano annuale 2018, sembra che non si preveda alcuna spesa per lo “scoperchiamento dei Navigli”, ma questo non basta, né rassicura.

Con una certa dose di superficialità, il Partito Democratico ha dato il suo assenso politico ad un sogno elitario, ma i nuovi tempi che avanzano lo sollecitano a riconsiderare con attenzione il suo effettivo riferimento sociale ed a rivedere scelte desolatamente lontane dalla attuale domanda politica. Se intende farsi campione della borghesia del centro, o meglio di una sua particolare lobby ben radicata nei salotti che contano, o piuttosto del ceto popolare delle periferie, a cui non si può dire “se hanno non hanno pane, mangino brioche”, se hanno bisogno di qualche intervento, buttiamogli qualche decina di milioni di euro, magari ritagliati proprio dal progetto Navigli, che ci farebbe anche la sua bella figura (potenza della charity).

Che poi la questione di fondo è se il recupero delle periferie sia una spesa o un investimento, se sia un pozzo di San Patrizio dove buttare soldi utili solo ad ovattare le voci dei poveretti che si odono dal fondo o una grande opportunità per una Milano che attende di essere rimessa a valore: capitale umano, capitale ambientale, capitale infrastrutturale. Si vorrebbe poi che la Giunta nel leggere il tema delle periferie integrasse l’ottica del welfare con quella dell’innovazione territoriale, della riqualificazione di spazi che possono, nel vivo dei processi di cambiamento, assumere identità e funzioni ricche di futuro.

Perché se è vero che serve ed è urgente un grande piano di welfare, non si sfugge alla sensazione che la vera e grande scommessa, quella capace di riorganizzare per decenni la vita delle persone e delle imprese, consista nella ridefinizione del ruolo delle periferie (di alcune almeno) nel quadro dello sviluppo strategico di Milano, non quella della cinta daziaria ma quella della metropoli regionale. Occorre superare, non perché lo desideriamo noi ma perché è invecchiata, la rappresentazione novecentesca delle “periferie” di Milano come anonimi “non luoghi”, al più dormitori e limes, confini divisori dal vuoto extra urbano. Occorre cogliere il potenziale delle periferie come preziose “terre di mezzo”, interessate dalla mediazione tra le funzioni direttive del centro cittadino ed il contesto metropolitano, ed ancora più in là i sistemi della logistica padana, della manifattura prealpina, dell’agricoltura metropolitana, del turismo internazionale.

L’irrompere di nuovi processi e nuove funzioni verso le periferie è visibile già oggi e sembra eleggerle, ma disordinatamente, come nuovi luoghi elettivi della produzione, dei servizi e dello scambio, da Area EXPO agli Scali, dallo IULM al Politecnico, rileggendole e ristrutturandole. Ci aspettiamo che il governo cittadino trovi il coraggio di una nuova visione, elaborando un grande progetto territoriale che faccia sintesi tra bisogni sociali e nuovo che avanza: trasformare le periferie nei siti urbani attrezzati per accogliere e sostenere queste funzioni, la piattaforma territoriale della Milano Metropolitana.

Serve un grande “piano per le periferie”, che intervenga organicamente sul terreno dell’urbanistica, della mobilità, dei servizi sociali, della casa, della sicurezza, dell’ambiente, della scuola e della cultura, non staticamente, ma collocandolo nella prospettiva aperta dai processi strategici di innovazione territoriale che stanno trasformando Milano in una delle città regione più importanti d’Europa.

Mancano 3 anni alle prossime elezioni comunali, non sono molti ma sufficienti per lasciare il segno su Milano, le periferie ed il cuore delle persone che ci vivono.

Giuseppe Ucciero

Prima della Scala: Andrea Chénier, torna il repertorio verista

Il Sovrintendente Alexander Pereira lo asserisce con vigore, il maestro Riccardo Chailly (che per la Decca incise già nel 1982, con Luciano Pavarotti, Montserrat Caballé e Leo Nucci) ne è convinto interprete e, consequenzialmente, con “Andrea Chénier” prosegue a tappe serrate il progetto di valorizzazione del repertorio italiano da parte del massimo teatro d’opera.

Con questa prima “verista” dedicata a Victor de Sabata nel cinquantenario della scomparsa, sotto la dirtezione di Chailly il capolavoro di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica torna dunque alla Scala in un allestimento di Mario Martone con scene di Margherita Palli e costumi di Ursula Patzak. Nel ruolo da cui il titolo è Yusif Eyvazov, Anna Netrebko è interprete di Maddalena di Coigny, Luca Salsi è Gérard, Annalisa Stroppa è la Mulatta Bersi e Mariana Pentcheva è la Contessa di Coigny. Le luci sono affidate alla cura di Pasquale Mari, mentre Daniela Schiavone ha in carico la coreografia.

Con il dramma di “Andrea Chénier”, poeta martirizzato dal Terrore a soli 32 anni, i riflettori del 7 dicembre si accendono su un titolo del repertorio verista e l’unico precedente risale al 1963, quando Gianandrea Gavazzeni diresse L’amico Fritz e Cavalleria rusticana nel centenario di Mascagni. E proprio Cavalleria rusticana, insieme a Pagliacci, era l’unico titolo rimasto nel repertorio scaligero.

Ripercorrendo “l’albo d’oro” troviamo la prima rappresentazione assoluta di Andrea Chénier, quarta opera del ventinovenne Umberto Giordano, in quel del 28 marzo 1896. A dirigere quello che sarà un grande successo è Rodolfo Ferrari. La eco è immediata anche all’estero. Appena un anno dopo la prima, il 5 febbraio 1897, “Andrea Chénier” è rappresentato in lingua tedesca per otto serate allo Stadttheater di Amburgo, direttore è Gustav Mahler che non esitò a definirlo “una delle nuove opere di maggior effetto”.

Per l’opera della consacrazione scaligera Giordano aveva collaborato con Luigi Illica, il librettista di Puccini che conosceva gli ardori libertari per aver fatto parte in gioventù di una brigata garibaldina, creando un capolavoro di efficacia drammatica e slancio musicale, che nella partitura ingloba dettagli sonori cari alla Rivoluzione francese, quali rulli di tamburo, canti patriottici, danze aristocratiche e perfino accenni alla Marsigliese. Per restare a contatto con il suo librettista, Giordano si cercò un alloggio nell’edificio in cui abitava, in via Bramante 39, e dovette accontentarsi di dormire in un deposito di lapidi e monumenti funerari. Il risultato di tante fatiche fu il melodramma eroico per eccellenza – con le sempre sottese aspirazioni sociali e politiche del libretto elevate a pretesti per mettere in scena una romantica storia d’amore – spinto in palcoscenico verso atletismi vocali che finirono per alimentare gli immancabili equivoci in sede critica.

Per ogni prima di Sant’Ambrogio che si rispetti complementare è il parterre de rois che, salvo disdette dell’ultim’ora, comprende il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan , il ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, la sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, il commissario europeo per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, l’ungherese Tibor Navracsics. E ancora, Eliana de Sabata, figlia del direttore a cui è dedicata la serata, l’attrice Margherita Buy.

Infine, pensando a chi non potrà essere presente alla prima delle prime, l’appuntamento anche quest’anno con la diretta su Rai1 e nei cinema sparsi per il mondo.

FONTE

Tutte ciò che puoi trovare a Milano, ma proprio tutto.

Milano, città metropolitana offre il meglio di tutto quanto ti può interessare, noi abbiamo pensato di creare un indice dei migliori siti dove poter cercare e trovare tutto ciò di cui avete necessità

(chi volesse essere inserito nel nostro indice ci contatti)

 

# Ambiente 
I fiori colorano la tua vita e a Milano trovi grandi empori per il giardinaggio

# Abbigliamento
per donna, uomo . bimbo

# Animali  Cimitero per Animali a Milano 
gli animali rendono migliore la nostra vita, ecco dove trovare tutto per loro 

Garden Bedetti Shop
# Arredamento
la vostra casa può diventare bellissima basta un poco di gusto

Arte- Artigianato
gli artigiani sono rarissimi ormai, ma a Milano ci sono

Auto-moto
la passione per le auto può essere soddisfatta guardando le nostre pagine

Bambini
il meglio per nostri piccoli cittadini, asili, scuole, abbigliamento, e giochi

Palestre Benessere
Bellezza- il culto del proprio corpo o la necessità di rimanere in forma saranno soddisfatti nelle moltissime paleste e centri benessere di Milano

Religione e culto
le Chiese a Milano, tutte bellissime a cominciare dal Duomo, ma in cttà ci sono anche altre religioni e altri templi ##

Cultura, libri e ArteEbook
Milano offre cultura e arte a tutti, occorre scoprirla

Esoterismo
Maghi e cartomanti sono a vostra disposizione per scovare il vostro splendido futuro

Famiglia – tutto per la famiglia,risorse e supporti

# Finanza – suggerimenti e indiazioni
convertitori di valuta, consigli

Giovani
il mondo dei giovani ricco di novità in ogni ambito

Gioco on line e dal vivo 
La passione per il gioco è contagiosa, ma giocare senza esagerare non crea
assuefazione e si può farlo on line o dal vivo

Lavoro
Milano e il lavoro sono un binomio inscindibile, la città accoglie tutti anche in periodo di crisi


Catering e ristorazione
se volete cenare a casa vostra con piatti da chef basta cercare

Salute
a Milano trovi ciò che serve per stare bene
La salute dipende sempre dalla qualità nutrizionale, per questo motivo, possiamo aiutarci con degli integratori di altissima qualità, con principi attivi ad alto dosaggio.

LIBRI – nuove uscite
Inivateci i vostri libri da recensir

il nuovissimo libro di Manuela Valletti Ghezzi

 Il disegno di Ester
IL DISEGNO DI ESTER
Una famiglia milanese viene travolta da una vicenda angosciante che fa riaffiorare rancori mai superati. L’inconsapevole protagonista della storia è la piccola Ester, una bimba deportata nel Ghetto di Terezin che, per una serie di incredibili circostanze, ritorna dal passato e sconvolge la vita di molte persone… Leggi

Calendario FIERA MILANO
Calendario FIERA -RHO

I VOSTRI EVENTI : un costo minimo per un grande risultato

# GADGET 
Vuoi la nostra maglietta? Se Milano ti piace e vuoi portarla sul cuore, o sopra una borsa trandy clicca qui

# CANI E UMANI
il sito che se hai un cane
devi conoscere


# ASSOCIAZIONE PROPRIETARI RESPONSABILI 

tutto sulle leggi che ti aiutano a vivere bene con il tuo cane

#ASSOCIAZIONE IL CICLAMINO – una mano ai malati di alzheimer e alle loro famiglie

L’INTERPRETAZIONE DELLA MUSICA

Lunedì 9 ottobre 2017
Ore 18.30
Chiesa di San Gottardo in Corte
(Via Pecorari, 2 – Milano)


L’INTERPRETAZIONE DELLA MUSICA
Una ricerca di religiosità e spiritualità
Dialogo tra musica e fede con Daniele Gatti

Invito scaricabile
Immagine locandina
“L’interprete ha un compito, come nella parabola dell’evangelista Luca:
molto ha ricevuto, e molto deve donare dei suoi talenti, perché tanto gli sarà richiesto.
Mi sento investito di una responsabilità religiosa assegnatami nei confronti
dei capolavori del passato e cerco di far sì che questi capolavori
possano risuonare nel mondo d’oggi come nuovi.
C’è un’esigenza mia di imporre, più che la mia personalità, il mio amore per la musica,
di poter donare alle altre persone letture che possano far riflettere.
L’analisi musicale esprime la propria esperienza personale di Dio.

La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, inaugura la sua quinta edizione con la stagione culturale 2017- 2018 che si apre con un evento d’eccezione grazie alla presenza straordinaria del Maestro Daniele Gatti.

La statura di interprete di Gatti, il suo talento, l’impronta e i colori con i quali plasma i suoi orchestrali, si sono affermati a livello mondiale anche grazie alla sua personalità carismatica e rigorosa che, con grande serietà, sensibilità ed umanità, dedica profonda attenzione al rapporto tra musica, interpretazione e religiosità. L’interprete, secondo il Maestro, ha il dovere di trasmettere al pubblico il dono peculiare che egli ha ricevuto, la sua immensa vastità e bellezza, come spunti ed idee per riflettere, educazione e balsamo per l’anima.

Il Maestro Gatti condividerà con il pubblico della Scuola queste emozioni e riflessioni in un dialogo tra arte e fede, raccontando la sua originale visione della musica e dell’interpretazione, lo studio meticoloso, creativo e soggettivo della partitura, scavando all’interno del brano cercando verità e profondità senza tempo.

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 9 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano), e vedrà un saluto di Mons. Gianantonio Borgonovo, e la partecipazione straordinaria del Maestro Daniele GattiChief Conductor della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, e Artistic Advisor della Mahler Chamber Orchestra, fra i tanti prestigiosi incarichi internazionali che gli vengono regolarmente affidati.

Ingresso libero con prenotazione via mail a: scuoladellacattedrale@duomomilano.it
oppure telefonando al n. 02 36169314

Prenota ora